Jan Bartek – AncientPages.com –
La ricerca si concentra sui tracci di archosauriforme, rianalizzati e nuovamente descritti, estratti dall’area del patrimonio mondiale UNESCO GEOPARC Bletterbach, situata tra le Dolomiti italiane. Gli archosauriforme, antenati evolutivi dei dinosauri e degli attuali coccodrilli, hanno lasciato questi tracci. In precedenza, i ricercatori avevano classificato queste piste di calpestio insieme a tracci di impronte del Triassico inferiore, come quelli attribuiti a Protochirotherium, ipotizzando che gli animali possedessero già una postura eretta e di forma colonnare.

Tuttavia, il confronto della morfologia delle impronte con i campioni conservati presso l’Università “La Sapienza” di Roma e il Naturmuseum Sudtirolo di Bolzano ha permesso al team di individuare che le impronte appartengono a una nuova e distinta specie di impronta fossile: Pachychirotherium gardenaensis (“chirotheriide dal piede massiccio di Gardena”).
Le misure fisiche e i rapporti mano-piede indicano che le impronte potrebbero appartenere agli Erythrosuchidae o ad altri archosauriformi pesanti dal corpo massiccio.
Pachychirotherium gardenaensis igen. et isp. nov. materiale tipo. A–D, UR 75/2, olotipo, coppia pes–manus destro, iporelievo convesso: A, fotografia con illuminazione obliqua dall’alto; B, fotografia con illuminazione obliqua da destra; C, mappa di profondità a colori falsati; D, disegno interpretativo. E–H, UR-NN 5, paratipo, coppia pes–manus sinistro, iporelievo convesso: E, fotografia con illuminazione obliqua dall’alto; F, fotografia con illuminazione obliqua da destra; G, mappa di profondità a colori falsati; H, disegno interpretativo. Tutte le barre di scala corrispondono a 5 cm. Fonte: Paleontology (2026). DOI: 10.1111/pala.70089
I ricercatori, cartografando le imprite che si estendono dal Permiano superiore al Triassico medio, hanno dimostrato un’evoluzione graduale e multi-fase, anziché una rapida trasformazione fisica. Gli antichi antenati, nel Permiano superiore, possedevano una postura classica e allargata; questa si è modificata gradualmente fino ad assumere, nel Triassico medio, una posizione completamente eretta. Man mano che i corpi si adattavano, le dita centrali dei piedi si allungavano per sostenere una camminata più veloce e adatta alla corsa; gli animali cominciarono a camminare non più con i piedi piatti, ma esclusivamente sulle dita.
Nel frattempo, la riduzione sistematica delle dimensioni delle estremità ha modificato la distribuzione del peso corporeo, fornendo la base biologica che ha permesso ai successivi dinosauri di camminare con successo su due arti.
Come ha affermato il dottor Marchetti, le impronte fossili offrono preziose intuizioni biologiche nei casi in cui i resti scheletrici sono rari, fornendo una registrazione diretta e vivente del movimento preistorico.
La ricerca è stata pubblicata sul journal Palaeontology.
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